
Olio extravergine di olive taggiasche: dai campi alla tavola
Coltivare ulivi tra muretti a secco e pendii scoscesi nell’entroterra imperiese significa, letteralmente, coltivare sassi. L’olio extravergine di olive taggiasche nasce proprio qui, nel cuore della Riviera ligure di Ponente.
Coltivare ulivi tra muretti a secco e pendii scoscesi nell’entroterra imperiese significa, letteralmente, coltivare sassi. L’olio extravergine di olive taggiasche nasce proprio qui, nel cuore della Riviera ligure di Ponente.
L’olio di taggiasche è il nostro gesto quotidiano: un filo verde dal profilo delicato e armonico che profuma di erbe, pietre e mare. Questa guida all’olio extravergine di olive taggiasche nasce dall’amore per una Liguria autentica, ripida, ruvida e dal desiderio di condividerne l’essenza.
Ecco le tappe del nostro viaggio alla scoperta dell’olio taggiasco:
- Cos’è l’olio extravergine di olive taggiasche
- Proprietà e benefici dell’olio taggiasco
- Come usare l’olio di olive taggiasche in cucina
- Ricette stagionali con l’olio taggiasco
- Dolci e lievitati con olio taggiasco
- Come conservare l’olio di olive taggiasche
- Dove acquistare olio extravergine di olive taggiasche Petricor
- Il filo verde della nostra storia
Cos’è l’olio extravergine di olive taggiasche
La taggiasca è la cultivar simbolo dell’entroterra imperiese: è qui che nascono olive piccole, profumatissime, uniche. Rispetto ad altri oli extravergini più intensi, come i toscani o i pugliesi, l’olio taggiasco è un extravergine equilibrato, morbido. Accompagna senza coprire: la firma perfetta di piatti liguri come il pesto e la focaccia.
Vuoi conoscere meglio la taggiasca, frutto simbolo della nostra terra? Leggi la guida all’oliva taggiasca.

Colore, profumo e gusto dell’olio taggiasco
L’olio di olive taggiasche è giallo dorato con riflessi verdi; al naso è fruttato leggero con richiami di mandorla, mela, carciofo ed erbe mediterranee. In bocca è morbido, con amaro e piccante appena accennati: il tocco ideale da abbinare a ingredienti delicati come pesce bianco, verdure, formaggi freschi e per piatti liguri classici.
Extravergine o semplice olio d’oliva? Le differenze da conoscere
Per capire perché l’olio di olive taggiasche sia così speciale, bisogna fare chiarezza: non tutti gli oli d’oliva hanno lo stesso valore, né lo stesso uso.
- Olio lampante: è un olio con gravi difetti sensoriali e un’acidità elevata (>2%). Non è commestibile e deve essere raffinato prima di qualsiasi utilizzo.
- Olio vergine: ottenuto da spremitura meccanica, ma con difetti di gusto e acidità fino al 2%. Non si presta alla cucina di qualità.
- Olio d’oliva: miscela di oli raffinati e vergini, gusto neutro e povero di sostanze benefiche. È il prodotto più generico, lontano dall’autenticità ligure.
- Olio extravergine di oliva (EVO): la categoria più alta, ottenuto solo con processi meccanici, senza difetti sensoriali, con acidità ≤ 0,8%. È il riferimento per chi cerca un condimento sano e ricco di aromi.
- Olio extravergine di olive taggiasche (EVO taggiasco): nasce dalla cultivar taggiasca. Si distingue per acidità molto bassa (di norma <0,5%, il nostro è stabilmente <0,25%), il profumo fruttato leggero e il gusto armonico che lo rendono un simbolo autentico della Riviera ligure.
Proprietà e benefici dell’olio taggiasco
Come tutti gli extravergini di qualità, l’olio di oliva taggiasca è ricco di grassi monoinsaturi, soprattutto acido oleico. L’olio extravergine di oliva Taggiasca è composto per circa il 72% da acidi grassi monoinsaturi (principalmente acido oleico), circa il 7-11% da acidi grassi polinsaturi (omega-3 e omega-6) e circa il 14-16% da acidi grassi saturi. Gli acidi grassi monoinsaturi contribuiscono a mantenere stabili i livelli di colesterolo, mentre i polinsaturi favoriscono la salute del cervello e delle cellule.
La presenza contenuta di acidi grassi saturi conferisce all’olio un profilo lipidico più equilibrato rispetto ad altri oli vegetali o ai grassi di origine animale. È proprio questa combinazione naturale a renderlo uno dei pilastri della dieta mediterranea.

Perché l’olio di olive taggiasche pizzica: polifenoli e oleocantale
Quel leggero “pizzicare” in gola che accompagna un olio extravergine fresco di olive taggiasche è legato ai polifenoli, in particolare all’oleocantale: si tratta di composti naturali con proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, studiati per gli effetti positivi sul sistema cardiovascolare.
Come usare l’olio di olive taggiasche in cucina
La forza dell’olio di olive taggiasche è l’equilibrio: a crudo valorizza il gusto degli ingredienti, in cottura resiste bene al calore senza alterarsi, nei dolci regala morbidezza e profumo. È questo profilo armonico che lo rende insostituibile in cucina e accompagna tanto la tradizione ligure quanto la creatività contemporanea.
Usi a crudo: delicatezza ed equilibrio
L’olio di olive taggiasche a crudo rivela la delicatezza del profilo fruttato leggero con note di mandorla ed erbe mediterranee. La stabilità naturale, come vedremo, lo rende prezioso anche in cottura, dove accompagna ingredienti e ricette senza perdere equilibrio.
Condimenti quotidiani: insalate, bruschette, verdure
- Insalata ligure: pomodoro, cipolla rossa sottile, capperi, basilico, olive taggiasche e un filo del nostro olio EVO di olive taggiasche.
- Bruschette: aglio strofinato direttamente sul pane tostato, pomodori maturi (meglio se cuore di bue) e un giro d’olio taggiasco.

Piatti liguri che senza olio non esisterebbero: pesto e focaccia
- Pesto genovese: è l’olio extravergine di olive taggiasche a legare i diversi ingredienti trasformandoli in una crema vellutata. Provalo con una Antea Vino bianco: un vino fresco e minerale, pulisce il palato e rende ogni forchettata più armoniosa.
- Focaccia ligure: qui l’olio taggiasco è protagonista due volte, nell’impasto per dare morbidezza e nell’emulsione acqua–olio–sale che, in cottura, regala doratura e fragranza in superficie.
Usi in cottura: stabilità e gusto
In cottura, l’olio di olive taggiasche resta stabile e armonico. Per soffritti brevi con cipolla, sedano o carota, oppure per rosolare verdure e carni, regala profumo senza invadere. In forno accompagna patate, torte salate e sformati: dona un colore dorato e una croccantezza uniforme.
Friggere con l’olio di olive taggiasche
C’è ancora chi si chiede se l’olio EVO si possa usare per friggere. La risposta è sì: la stabilità al calore non dipende solo dal punto di fumo, ma dalla composizione: l’olio taggiasco è tra i più stabili al calore.
Ecco qualche consiglio pratico: mantieni la temperatura tra 170–180 °C e non riutilizzare l’olio troppe volte, così otterrai fritture dorate e asciutte. Quando non è più utilizzabile, ricordati di smaltirlo correttamente portandolo nei centri di raccolta o nelle apposite isole ecologiche: un gesto semplice ma fondamentale per l’ambiente.
Ricette stagionali con l’olio taggiasco
Quando serve un piatto sano, gustoso ed equilibrato, l’olio extravergine di olive taggiasche diventa l’ingrediente che fa la differenza. Ecco alcune idee da portare in tavola.
Autunno: quando l’olio di olive taggiasche incontra zucca, funghi e castagne
- Crema di zucca e carote: servila con crostini, rosmarino e un filo di olio EVO di olive taggiasche a crudo.
- Castagnaccio morbido: farina di castagne, pinoli e uvetta; un cucchiaio di olio nell’impasto e un filo in uscita per lucidare. Provalo con un Rossese di Dolceacqua Superiore Fulavin di Tenuta Anfosso che con i suoi profumi fruttati e speziati accompagna dolci rustici e saporiti.

Inverno: comfort food liguri
- Brandacujun: baccalà e patate mantecati con olio EVO di olive taggiasche fino a ottenere una crema consistente; prezzemolo fresco e un filo d’olio a crudo.
- Stoccafisso in buridda: cotto lentamente con olive taggiasche, pinoli e pomodoro, un piatto che profuma di mare e campagna.
Primavera: torte salate ed erbe spontanee
- Torta di bietole all’imperiese: ripiena di bietole, ricotta/brussu e un filo d’olio EVO di olive taggiasche.
- Frittata di borragine: uova ed erbette raccolte nei campi e saltate in padella.
Estate: i sapori del mare e della terra
- Coniglio alla ligure: rosola nell’olio EVO di olive taggiasche, sfuma con vino bianco, completa con olive, pinoli e un cucchiaio d’olio a crudo per arrotondare il fondo. Perfetto da abbinare a un Ego, la granaccia di La Casetta.
- Acciughe ripiene: farcisci con erbette, pangrattato e aglio, e inforna con un filo d’olio EVO di olive taggiasche.

Dolci e lievitati con olio taggiasco
L’olio extravergine di oliva taggiasca nei dolci è un ottimo sostituto del burro. Resta fluido a temperatura ambiente, si dosa facilmente a freddo e rende l’impasto morbido, leggero e profumato. Grazie al suo profilo delicato, l’olio di olive taggiasche è perfetto per ricette dolci liguri abbinato a limone, pinoli e farina di castagne.
Dolci che raccontano la Liguria
La Stroscia di Pietrabruna è il dolce simbolo della Riviera ligure di Ponente. È un dolce povero, ma ricco di gusto, friabile e profumato. Prende il suo nome da “strosciare” – rompere – perché non si taglia, ma si spezza con le mani.
Ingredienti (per circa 8 porzioni)
- 300 g di farina 00 (o tipo 2 per un gusto più rustico)
- 90 g di olio EVO di olive taggiasche
- 100 g di zucchero semolato
- 60 ml di Marsala o Vermouth
- Scorza di limone bio
- Un pizzico di sale
Preparazione
Mescola farina, zucchero e sale; unisci l’olio e la scorza di limone, poi aggiungi poco alla volta il Marsala. Lavora fino a ottenere un impasto compatto tipo frolla rustica. Stendi in teglia, cospargi di zucchero e cuoci a 180 °C per 25–30 minuti, fino a doratura.
Accompagna la Stroscia con un calice di Vivo, il Pigato rifermentato: tanto frutto, una bella bolla, beverino, esalta la friabilità del dolce.
Pane e focaccia: l’ingrediente che fa la differenza
Anche nei lievitati l’olio taggiasco è protagonista. Nella focaccia ligure si usa nell’impasto e in superficie con l’emulsione acqua–olio–sale. Il risultato? Morbidezza dentro e croccantezza fuori. Nel pane all’olio, basta aggiungerne il 3–5% rispetto alla farina per una mollica soffice e un pane fragrante più a lungo.
Come conservare l’olio di olive taggiasche
Un olio extravergine di olive taggiasche di qualità merita attenzione anche dopo l’acquisto. Per conservarne gusto e profumo più a lungo, servono pochi accorgimenti:
- Al riparo dalla luce: scegli bottiglie scure o latte in acciaio, la luce è uno dei nemici principali
- A temperatura fresca e costante: 14–18 °C è l’ideale, lontano da fornelli e termosifoni
- Sempre ben chiuso: l’ossigeno accelera l’ossidazione, richiudi la bottiglia subito dopo l’uso

Dove acquistare olio extravergine di olive taggiasche Petricor
Scegliere l’olio direttamente dal produttore significa freschezza, trasparenza e la garanzia della nostra filiera chiusa e sostenibile. Con Petricor puoi ordinarlo comodamente sul nostro shop online oppure acquistarlo in loco, dopo averlo assaggiato al wine bar stagionale o durante le esperienze tra gli ulivi.
Se hai un’attività di ristorazione o distribuzione e ti serve un olio EVO taggiasco di qualità, contattaci per un preventivo su misura.
Il filo verde della nostra storia
Dai nostri campi alla tua tavola, l’olio di olive taggiasche è il filo verde che ci lega alla nostra terra. Per noi di Petricor non è solo un condimento ma un linguaggio che unisce tradizione e vita quotidiana.
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